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Tutti gli scrittori sono infelici. L’immagine del mondo nei libri è dunque troppo buia. I senza-parola sono felici: donne in giardini di cottages.
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Non si conosce mai la storia prima che sia scritta. Prima che abbia subito la scomparsa delle circostanze che hanno fatto sì che l’autore l’abbia scritta. E soprattutto prima che abbia subito nel libro la mutilazione del suo passato, del suo corpo, del tuo volto, della tua voce, prima che divenga irrimediabile, fatale, intendo anche: prima che nel libro sia diventata esteriore, portata lontano, separata dal suo autore e per l’eternità a venire, per lui, persa
(Marguerite Duras)
Che fare con la paura di scrivere: perché paura? Paura di non farcela? Paura che il mondo, nelle cose che ci rifiuta, butti lì che stiamo sbagliando?
(Sylvia Plath)
I fogli bianchi sono la dismisura dell'anima e io su questo sapore agrodolce vorrò un giorno morire, perchè il foglio bianco è violento. Violento come una bandiera, una voragine di fuoco, e così io mi compongo, lettera su lettera all'infinito affinché uno mi legga ma nessuno impari nulla perchè la vita è sorso, e sorso di vita i fogli bianchi dismisura dell'anima
(Alda Merini)
Aver scritto qualcosa che ti lascia come un fucile sparato, ancora scosso e riarso, vuotato di tutto te stesso, dove non solo hai scaricato tutto quello che sai di te stesso, ma quello che sospetti e supponi, e i sussulti, i fantasmi, l’inconscio – averlo fatto con lunga fatica e tensione, con cautela di giorni e tremori e repentine scoperte e fallimenti e irrigidirsi di tutta la vita su quel punto – accorgersi che tutto questo è come nulla se un segno umano, una parola, una presenza non lo accoglie, lo scalda - e morir di freddo – parlare al deserto – essere solo notte e giorno come un morto
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domenica, 13 gennaio 2008
Postato da biancabalena

Certe notizie mi lasciano sgomenta.

Immagino la scena, se fosse mia figlia a raccontarmi che da domani ci sarà una scuolabus a parte, per i bambini rom.

Solleverei le sopracciglia,

─ No, tesoro, hai capito male.

Sono certa che lo direi. Hai capito male, perché non è credibile, non è nemmeno pensabile che qualcuno qui e ora (Italia- Europa- Occidente- 2008!) possa proporre e votare una mozione del genere, senza sentire, senza essere soffocato anzi, dalla puzza di leggi razziali, di stella di David, di apartheid.

E invece no, non solo qualcuno l’ha fatto, ma questo qualcuno è perfino di Rifondazione comunista!

Ma dove stiamo andando?

Altro che dimissioni! Da questo signore, tale Lucio Conte, consigliere del VII Municipio di Roma, bisognerebbe pretendere pubbliche scuse, non solo alla comunità Rom, ma anche a tutti quelli che l’hanno votato, e che hanno votato Rifondazione comunista alle ultime elezioni!  Per il danno di immagine, e per la vergogna.

E pure a quel tale Roberto Mastrantonio (Presidente del VII, dalle schiere dei Comunisti(?) Italiani), che prima concorda con il suo consigliere questo procedimento vergognoso, e poi però si defila, (si defila!) al momento del voto.

E si chiede pure “ma se si determinano condizioni di ingovernabilità che facciamo?”

Ma te l’abbiamo chiesto noi di occupare quella poltroncina, per la miseria?

Se non sai che cosa fare, scegliti un altro mestiere e lascia il posto a qualcun altro!

 

Come se poi problemi del genere non ci fossero mai stati! Nella mia scuola non c’erano (almeno che io ricordi) bambini rom, ma ricordo che lo scuolabus era comunque un luogo di sbrago e di battaglie.

I bulletti _ quelli che di solito occupano l’ultima fila, piedi sullo schienale del sedile davanti _ che danno fastidio agli altri, non ci sono da sempre?

Nella mia scuola, all’inzio degli anni ottanta, erano quelli delle case popolari. Il perché è ovvio: dove sta il disagio si impara la prevaricazione, si impara la legge della sopravvivenza a scapito dell’altro, si impara che si schiaccia o si viene schiacciati, si impara la violenza, si impara l’odio per chi sta meglio, per chi quei problemi non ce li ha, si mangia pane e rabbia, e paura, ogni giorno.

Non che i figli di papà siano immuni dal bullismo, anzi (!), ora che frequento la scuola come madre, ho inquadrato una serie di elementi, dai nomi stranieri spesso, ma non per provenienza geografica quanto per slanci di fantasia genitoriale (i vari Jason, Brandon, Kevin, Michelle, Jessica…) cui farei davvero volentieri un bel discorsetto a quattr’occhi!

I bulli ci sono, e se tuo figlio è una vittima ti preoccupi, è chiaro. (e io lo sono stata, una vittima, tante volte, alle elementari e medie, per cui so come si sente, ad avere paura della campanella dell’intervallo)

Stai in ansia, e ti incazzi anche, quando scopri che in uno scuolabus (che quanto terrà: 30 bambini??) ci sono ben due educatori, che non non sono in grado di mantenere l’ordine su pischellini di dieci anni!

Ma la soluzione non può essere quella di discriminare. Tanto vale proibire ai ragazzini rom di andare a scuola, a questo punto. Perché dire loro che devono farlo su un autobus diverso vuol dire arrendersi. Vuol dire da te non ci aspettiamo niente di buono,  vuol dire qui a scuola non ti vogliamo, vuol dire torna a chiedere la carità ai semafori, torna a borseggiare la gente sull’autobus, torna nel tuo ghetto fangoso e restaci.

E dopo questo, a che serve chiedere (al secondo punto della stessa mozione) “maggior sostegno scolastico all'insegna dei diritti universali riconosciuti a tutti i bambini”, oltre che a salvare una vuota, desolatamente vuota, apparenza?

 

Se una soluzione c’è, se c’è un modo vero di stringere un legame con la comunità rom senza sopraffarla, è nella scuola, quella scuola che dovrebbe prima di tutto educare. Che dovrebbe spiegare, confrontare, che dovrebbe crescere individui con una coscienza civile, futuri cittadini desiderosi di fare meglio dei padri, meglio di quelli che rubano, e meglio di quelli che discriminano.

Ma forse è proprio questo che manca.

Chiudo questa mia riflessione odierna con una piccola nota di speranza, perché qualcosa, piccolo, ma qualcosa c’è, in giro per questo Paese impazzito (oltre alle dimissioni di quel consigliere, e oltre alla cestinazione, spero immediata, di quella richiesta discriminatoria). Anche qui si parla di uno scuolabus riservato ai bambini rom, ma non per separarli dai “santi” bambini italiani, al contrario, per non lasciarli soli e isolati, quando il campo è stato piazzato troppo lontano per permettere loro di raggiungere la scuola a piedi (chissà perché non mi stupisce), e per assicurarsi che a scuola ci vadano sul serio, tutti i giorni:

 

http://www.migranti.torino.it/Documenti%20%20PDF/scuolabus.pdf

 

E... senza commento:

 

Khorakhanè ( tribù rom di provenienza serbo-montenegrina)
(a forza di essere vento)

 


Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

(
Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna)


vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

(
perché l'aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà )

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

(
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali)

Fabrizio De Andrè

 

permalink | Leggi i commenti (15)
Commenti
#1   13 Gennaio 2008 - 10:28
 
bellissimo post!
jo
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#2   13 Gennaio 2008 - 16:17
 
come non essere d'accordo con tutto quello che dici?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente razza75

#3   13 Gennaio 2008 - 16:42
 
Sei una belladonna.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PannychisXI

#4   13 Gennaio 2008 - 19:45
 
1 Fatto per ragioni di poltrona è certo non nobile, ma senbra che la politica sia raramente non fattibile così;
2 fatto proprio nel momento in cui mandano a scuola loro figli con i nostri, con tutto il valore che implica, è da ignoranti e poco intelligenti (non è la stessa cosa.

Oggi ho eliminato due blog e ne ho creato uno nuovo, diciamo, economico-professionale, 'Errata corrige'. (Un po' di pubblicità progresso non off topic non è gran danno, no?)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente albatrodei7mari

#5   13 Gennaio 2008 - 22:05
 
Già questa mattina, bastava leggere le news ed in particolare Liberazione (4a pagina) per apprendere che: -- Il consigliere del VII municipio sollevato dal suo incarico: «Incompatibile con la cultura del Prc» --

Il tema dell'accoglienza è cruciale in una città che sta diventando sempre più sorda ai bisogni degli ultimi ... la pressione delle petizioni a cominciare da quelle dei condomini a finire a quella dell'inquilino del vaticano sono asfissianti (e maleodoranti) ... aiutiamo la politica a crescere ... anche alla faccia di qualche politico improvvisato ...


Per il resto condivido il post che è vicino a cose che sto dicendo
utente anonimo

#6   14 Gennaio 2008 - 00:02
 
P.S. ti ho citata sul mio Blog, http://noblogo.livejournal.com/, sei in un asterisco ma ci sei!
utente anonimo

#7   14 Gennaio 2008 - 06:35
 
@jo grazie e benvenuta.
@razza, non so, immagino che qualcuno non sia d'accordo (vedi i genitori che fanno pressioni sui politici improvvisati...) però mi fa piacere che tu lo sia
@savina, mi stai dando della droga letale? :-)
@albatro, proprio quando, proprio a quelli (ancora pochi purtroppo) che mandano a scuola i propri figli, infatti! Come si può essere così miopi?
@noblogo, io avevo letto la notizia (non su liberazione ma su un ansa) delle dimissioni. Per questo scrivo che le dimissioni non bastano, e ci vorrebbero le pubbliche scuse. E ci vorrebbe un'attenzione maggiore (di chi dice ancora di stare a sinistra) per chi ci si mette in casa. (parlo dei consiglieri, non dei rom...)
grazie comunque per l'attenzione e la segnalazione che apprezzo.
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#8   14 Gennaio 2008 - 08:41
 
Come condivido quello che dici... Questa discriminazione è disabituare alla convivenza e ad affronatre i problemi che pur ci sono, torvando soluzioni giorno dopo giorno. E domani raccogleiremo i frutti che hanno solo un nome, l'incremento della violenza. Giulia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giuba47

#9   14 Gennaio 2008 - 08:46
 
E' bello quello che dici e lo condivido pienamente, perchè non passi da noi? Ti aspettiamo, Giulia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Isola08

#10   14 Gennaio 2008 - 09:26
 
Ciao BiancaB., rifondazione sta stigmatizzando in maniera veramente dura l'episodio ed il consigliere che ha presentato la mozione (Che non era per l'esclusione dal pulmino dei bambini ma perché il comune ascoltasse le rimostranza dei genitori de La Rustica).

Intanto invece la gente del quartiere continua a sostenere questo sprovveduto consigliere http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=6800.

Come scrivo nel mio blog bisogna cominciare a fare delle distinzioni ...
La politica? (nel caso specifico PRC) La gente? (quella che parla per petizioni o nel comitato di quartiere).

Per una volta io vorrei partire dal problema ... tanto piĂą che qui il problema riguarda dei bambini ... e cominciare a capire che la politica cambia se la gente cambia e non viceversa ....

utente anonimo

#11   14 Gennaio 2008 - 09:26
 
Questi casi, sono frutto di un arretramento del concepire la democrazia qui in italia.
Da democrazia per "testa" e quindi difesa dei diritti dell'individuo, a democrazia per "gruppi" (religiosi, etnici etc...)e quindi presunta difesa delle "comunitĂ ".
Non è razzismo , o almeno non solo, ma non credo che sia meno pericoloso.


utente anonimo

#12   14 Gennaio 2008 - 10:07
 
Sono contenta che rifondazione (e non solo) si mobiliti e si dissoci fermamente. Molto meno contenta che la gente del quartiere continui a non capire che l'unica strada per far sì che domani questi bambini rom non vengano a rubare nelle loro case, è quella di dar loro delle possibilità diverse oggi.
E' chiaro per tutti che al momento la convivenza con gli accampamenti nomadi è dura. Però, da sempre, ignoranza e violenza vanno a braccetto.
In classe di mio figlio (all'asilo) c'è un bambino arabo. E' arrivato, l'anno scorso, che non parlava una parola di italiano e picchiava tutti.
La madre, persona squisita, in ansia per questo, che non faceva che scusarsi con tutti, lì a dire che non capiva, a garantire che il piccolo non aveva mai fatto così.
Perchè, allora? Risposta, evidente e semplice: perchè non lo capivano. Lui chiedeva qualcosa, gli altri bambini lo ignoravano, e lui se la prendeva. Gli altri reagivano, ovviamente, ed ecco la rissa.
Però, a tre anni si può risolvere, eccome. Sono bastati pochi mesi con una mediatrice culturale che semplicemente "traduceva" le parole per lui, e le sue agli altri bambini, e il problema si è "magicamente" risolto. Ora è un bimbo perfettamente integrato, nè più nè meno problematico di tutti gli altri. E' bastato un po' di ascolto, e attenzione (anche da parte delle istituzioni, che hanno agito tempestivamente, e questa volta nella direzione giusta).
Con i bambini si può fare, i bambini sono terra fertile, non sono induriti da una vita di incomprensioni, diffidenze e soprusi. Ai piccoli rom si può ancora spiegare, si può istruire, si può soprattutto dar loro delle prospettive diverse da quelle della criminalità o dell'accattonaggio.
Mi chiedo se i vari comitati di genitori siano solo ignoranti o anche in malafede. Ma penso più ignoranti, perchè, oltretutto, a che serve dividere il pulmino? Non pensano che poi a scuola i corridoi e le aule non sono divise, e quei bambini ghettizzati avranno un motivo in più per avercela con i loro figli? O dividere aule e corridoi sarà la prossima mozione?
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#13   14 Gennaio 2008 - 10:23
 
Ho letto solo adesso l'articolo del comitato genitori, segnalato al commento 10 (il link mi era sfuggito, prima).
Devo dire che è più sensato di quanto ipotizzassi, nel senso che ora saltano fuori altre questioni che fanno apparire l'introduzione del bus misto un'operazione mal organizzata. Devo assolutamente convenire sul fatto che sbattere tutti sullo stesso autobus non basta a fare integrazione, e che i bambini rom vanno seguiti, con le famiglie, per assicurarsi che frequentino la scuola. (come fa quell'associazione di torino, al secondo link del mio post, per esempio)
Però mi sembra che ci sia una contraddizione, a questo punto: se, come dicono i genitori, i rom a scuola non ci vanno quasi mai, perchè è così grave il problema sullo scuolabus?
In tutta questa polemica, mi piacerebbe sapere cosa dicono gli insegnanti.
Mi sembra che attorno alla faccenda aleggi il solito polverone che rende difficile mettere a fuoco il problema, ma resto della mia idea.
Discriminare non è mai una soluzione, e se può portare dei benefici nell'immediato, di certo sul lungo termine è perdente, drammaticamente perdente.
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#14   14 Gennaio 2008 - 11:18
 
Infatti ... la questione è proprio intorno al polverone che si è alzato.

Polverone alzato ad arte soprattutto dalla stampa di destra che sta rimestando su questi temi da un bel po' e fomentato anche dalla blogosfera che parte a lancia in resta senza approfondire.

Non a caso il mio post su questo tema l'ho intitolato - L'uomo che morde il cane ed il comunista che mangia il bambino ROM.

Le cose dette dal comitato di quartiere non sono del tutto fuori dal mondo ... quello che turba è la mancanza di serenità generale su un tema che va affrontato con calma e civiltà.
--------------------------------------
Metto il link al tuo blog nella mia link list, mi piace il tuo modo di affrontare le cose.
utente anonimo

#15   14 Gennaio 2008 - 17:10
 
Ricambio volentieri il link. E spero che, se non altro, questo faro puntato sulla questione porti buone cose per i ragazzi tutti, soprattutto, e iniziative serie per affrontare la questione con intelligenza.

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